Il velo

(9 recensioni dei clienti)

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Il velo
Gian Luca Caffarena
Editore: Il Nuovo Melangolo
Collana: MelanGolo Genova
Anno edizione: 2017
Pagine: 174 p., Brossura
EAN: 9788898057290

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Descrizione

Dalla quarta di copertina
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La decadenza della potente famiglia Olivari, attraverso la parabola di tre generazioni e il declino di un’intera classe dirigente. In una Genova superba e piccola, tra turbolenze epocali e ambigue tragedie individuali: “uno scempio storico”, secondo le parole dello stesso patriarca.
La Ditta, la città, le parentele. Una sessualità tanto vitale quanto occulta e repressa. Il velo tra realtà e parvenze. La religione, il patrimonio, le intangibili e severe liturgie domestiche. Dove il mistero di alcuni decessi, anziché esaurirsi in uno schema noir, si proietta nei chiaroscuri di una famiglia di imprenditori, lungo un ampio ciclo, sempre in bilico tra profitto e perdita, epopea e crepuscolo, credito e discredito. Nel tempo – il “lento tempo della casa” – decadono valori, identità ed (est)etica borghese, fino alla liquidazione forzata di un piccolo impero. Le basi morali del decoro, il velo degli eufemismi, lo stesso buon nome: tutto si disfa in un decadimento individuale e storico che la stupefacente svolta finale non potrà riscattare.
Da una scrittura raffinata e demodé come l’universo che descrive, scaturisce nel bene e nel male un distillato della borghesia nella sua anima più vera, e insieme uno sguardo di ironica sfiducia sulle prospettive della società novecentesca. Sullo sfondo, i grandi conflitti della vita italiana e l’indecifabile rapporto tra il Bene dei quartieri alti e il Male del recinto, misero e vivo, dei bassi vicoli antichi.

Il velo
Gian Luca Caffarena
Editore: Il Nuovo Melangolo
Collana: MelanGolo Genova
Anno edizione: 2017
Pagine: 174 p., Brossura
EAN: 9788898057290

Informazioni aggiuntive

Peso 0.400 kg

9 recensioni per Il velo

  1. Pier Franco Quaglieni

    PIER FRANCO QUAGLIENI

    PROFESSORE, PRESIDENTE CENTRO PANUNZIO

    Il velo è quello tra realtà ed apparenza che copre le vicende di una famiglia di imprenditori genovesi, che si snodano nella parabola discendente di tre generazioni. Il patrimonio, le liturgie domestiche, la Ditta, il buon nome: tutto si sgretola attraverso il decadimento individuale e storico in un affresco tragico in cui la borghesia novecentesca … viene fotografata dall’autore con sguardo disincantato. Sullo sfondo della storia della famiglia Olivari ricca di cantieri, industrie, poderi agricoli, attività edilizie e finanziarie in Liguria e nel Basso Piemonte, passan la Seconda Guerra Mondiale, la ricostruzione faticosa e coraggiosa, il “miracolo economico”, i rivolgimenti sociali ed economici, che si intrecciano con i tradimenti, i segreti incoffessabili, le morti misteriose, i rapporti ambigui tra la borghesia della “Superba” e i reietti dei suoi bassi vicoli antichi. Un noir che attrae per le sorprese e gli svelamenti, ma che fa anche meditare sul decadimento storico di una società senza più grandi speranze. L’autore è un personaggio della cultura torinese ed è di origini genovesi. Anticonformista, libero nel pensiero che mal si concilia con il conformismo subalpino. Forse paga il fatto di aver intervistato un mostro sacro come Umberto Eco, svelando un pensiero che Eco avrebbe voluto mantenere nascosto in relazione al ’68. Oltre che un narratore affascinante è anche un giornalista corrosivo che non accetta imposizioni. Torino dovrebbe leggere il suo ultimo libro su cui ha faticato per anni, raggiungendo un livello di eccellenza con una vivacità di scrittura oggi molto rara. Il libro descrive una saga familiare genovese, che può essere paradigmatica per tante altre famiglie italiane. Tra le troppe cocottes del giornalismo torinese, davvero troppe e sgangherate, Caffarena è un chierico che non tradisce, per dirla con Benda.

  2. Bonvivre.ch

    Bonvivre

    QUOTIDIANO ONLINE DEL BELLO E DEL BUON VIVERE

    LA TRAGEDIA BORGHESE, TRA FASTO E DECLINO

    Il declino delle grandi famiglie già protagoniste della rinascita italiana, progressivamente emarginate dall’invadenza della mano pubblica. Un ampio affresco della borghesia novecentesca e della vicenda nazionale, in un romanzo agile, ben ritmato e ricco di riferimenti culturali e vividi spunti antropologici.
    “Il Velo” di Gian Luca Caffarena, Melangolo editore, racconta del crepuscolo di una solida famiglia genovese di industriali, i ricchi e potenti Olivari, dai fasti del boom economico all’involuzione sociale degli anni Settanta. Il tema dell’ irreversibile degrado storico, denso comunque di suggestioni e autorevoli precedenti letterari – si pensi ai Buddenbrook o allo stesso Gattopardo – ispira qui una narrazione intessuta di erotismo, ambiguità e intrighi, in una Genova “piccola e superba”. Il velo del titolo, ovvero un’idea tutta borghese di decoro e dignità, copre ogni cosa: le meschinità, gli interessi in conflitto, gli abissi di una sessualità clandestina e perciò tanto più vitale. Finché, tra eufemismi, repressione e misteri anche macabri, il divario tra parvenza ed essere arriva a farsi tragico: avvicinando così il romanzo, anche per il mirabolante finale, più allo schema della tragedia antica che a quello del noir popolare.
    L’umanità dei personaggi è varia e ben viva: c’è Carlo Alberto, il discusso capostipite. C’è Cesare, l’attuale patriarca, genovese sobrio, oculato e intraprendente. C’è il figlio maggiore Massimiliano, che ne eredita responsabilità e oneri: gli altri sono Attilio, edonista decadente e frustrato, e Gemma, figura fresca di femminilità e forza, tra le più positive del romanzo. Su tutti grava Maria, consorte di Cesare, cupa figura di matriarca autoritaria e baciapile. Non manca la pecora nera: è lo scapestrato cugino Adriano, omosessuale bizzarro, in quanto tale tempestivamente espulso dalla cerchia di casa. E poi tutta una moltitudine di presenze le più eterogenee, dal faccendiere politicante all’aristocratico erudito e ampolloso, habitué di corte.
    La storia si muove rapidamente tra il Villone di campagna, l’abitazione cittadina dei quartieri alti e il “misero recinto” dei vicoli portuali. Tra interni ovattati ed efficaci atmosfere d’antan, Caffarena inventa e racconta con sciolta eleganza, elaborando un linguaggio tutto suo, in una felice fusione di nobiltà ottocentesca e attualità giornalistica. Impianto romanzesco solido, grande forza narrativa, scrittura raffinata. Da leggere e gustare.

    LP

  3. Paolo de Totero

    “Un respiro senza cadute di tensione. La scrittura, nonostante la scorrevolezza, suggerisce in profondità ambienti che Caffarena conosce bene. L’ambientazione si snoda tra la villa patrizia di famiglia, la residenza in Castelletto e i vicoli, che l’autore descrive con grande mano narrativa. Nel finale, un piccolo capolavoro”…
    Paolo de Totero, Genova Quotidiana

  4. La Repubblica

    “I Buddenbrook genovesi, che impiegano tre generazioni per passare dall’altare alla polvere”.
    La Repubblica

  5. GenovaMeravigliosa

    “Un romanzo appassionante”
    Genovameravigliosa

  6. Stefano Bigazzi

    “Con questi personaggi si può camminare. Ci si può irritare, per quanto siano veri anche nella volgarità. Questo romanzo ci dà l’idea di quello che siamo, non è il romanzo di una famiglia ma di un’intera città.”.
    Stefano Bigazzi, giornalista, redazione culturale di Repubblica

  7. Simona Tarzia

    “La fantasia di Caffarena ha saputo immaginare così bene la depravazione, l’ambiguità e la turbolenza da far sembrare il racconto una pagina drammatica di cronaca nera. Fantasia e realtà (o autobiografia?) si fondono, aprendo nuove strade narrative. Il linguaggio, colto e demodé, fa assaporare un’avventura umana tanto più sconvolgente in quanto si avverte la sofferenza di chi queste pagine le ha vissute”.

    Simona Tarzia (fivadabliu.it)

  8. Diego Pistacchi, Il Giornale

    “Il romanzo solleva il velo su una grande dinastia, per reccontare una città e i suoi ultimi settnt’anni, Il titolo si presta a tante accezioni: ognuna attinente a una diversa pagina. Il velo della pudicizia, il velo simbolo del fascino e del mistero. Il velo dell’ipocrisia. Così sottile da nascondere anche le realtà più clamorose (…) Gian Luca Caffarena solleva quel velo con delicatezza, lasciando intravedere di volta in volta solo quello che serve. Decenni di personaggi complessi: parentele, intrighi, amori…. La ricerca dei termini più forbiti, in alcuni ritratti, appare una scelta precisa ed efficace dell’autore, confermata dal ritmo che diventa più svelto quando avanza il tempo e il desiderio di scoprire cosa nasconda quel velo “.

    Diego Pistacchi, Il Giornale

  9. Claudio Mercandino (La Repubblica)

    “…Un realismo la cui efficacia affonda le radici nell’ottima conoscenza dell’autore, genovese trapiantato a Torino – locali, edifici, strade (bellissima e pittorica l’impressionistica descrizione dei carruggi di Genova vecchia), vacanze, amori, dialoghi, arredi, stoviglie, situazioni, liturgie dell’alta società: un racconto condotto con un vocabolario ricco, colto e ricercato, il l…essico del decoro e della ricchezza, nel quale la dovizia di aggettivi non è mai superflua ma funzionale a una descrizione viva e colorita, così presente da illudere di assistere personalmente alle vicende narrate…..”

    – Claudio Mercandino (La Repubblica)

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